I precari dell'innovazione
Sul sito confronti.forumpa.it, sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, è stato pubblicato il video che Eugenio Iorio - coordinatore della Comunicazione della Regione Puglia - ha inviato al Ministro Renato Brunetta. Confronti PA è lo spazio ideato dal Ministero in grado di ospitare le proposte di innovazione e accogliere le domande dirette al ministro Brunetta che, a sua volta, risponde utilizzando il medesimo canale. Noi abbiamo accettato l'invito del Ministro e abbiamo deciso di discutere con lui di innovazione, di buone e cattive pratiche, di efficienze e ritardi nella pubblica amministrazione. Di seguito il discorso che Iorio ha inviato a Brunetta.Ministro Brunetta, buongiorno. Sono Eugenio Iorio dall’ottobre 2006 dirigente della Comunicazione Istituzionale della Regione Puglia. Avevo 31 anni quando il Presidente Vendola mi ha offerto questo incarico in base all’art. 14 della legge 165/2001. Sono certo che il mio curriculum abbia avuto la sua importanza nella scelta fatta, ma è altrettanto incontestabile che non è di tutti i giorni assistere alla nomina di un trentenne ad un incarico così gravoso. La mia storia di giovane consulente già di molti Enti Pubblici e società private ha fatto in modo che mi fosse affidato un preciso compito: fare innovazione, semplicando e burocratizzando, restituendo strategicità alla comunicazione pubblica e istituzionale, distinguendola dalla propaganda politica. Una battaglia che oggi, a distanza di tre anni considero vinta. Innovare, nel processo messo in moto dal mio “modo di lavorare” non ha significato porsi in contraddizione alla meritocrazia interna, ma è stata una netta scelta rispetto a un passato in cui la comunicazione doveva semplicemente rispondere a logiche di clientelismo. Abbiamo innovato, assorbendo dal mercato con logiche di massima trasparenza il know how necessario a modernizzare e lo abbiamo poi internalizzato. E per fare tutto ciò abbiamo lavorato molto, allungando gli orari di lavoro, coinvolgendo in un impegno di squadra altamente produttivo interni ed esterni. Abbiamo scelto nuove e giovani energie, con know-how che si sono dimostrati utili alla innovazione. Giovani bravi, capaci e competenti per un processo di trasformazione della P.A. testimoni di una nuova visione della condizione di lavoro ‘precario’. Anche io mi sento un precario, di lusso certo. Sia come dirigente a contratto sia come docente a contratto all’Università di Bari. Ma questa nuova categoria di ‘precari innovatori’ , di giovani talenti immessi nella farraginosa macchina della PA ha prodotto una consapevolezza che è quella della necessità di un confronto capace di rinvigorire e risvegliare quella sana competitività necessaria in ogni campo del vivere quotidiano. Produttività che produce qualità: senza necessariamente mettere in atto confronti generazionali. Non giovani contro vecchi ma un patto tra innovatori che ha dato la possibilità a giovani laureati di divenire motore del cambiamento economico, sociale, culturale della nostra ormai vecchia Italia L’anno scorso, signor Ministro, sono stato da Lei premiato come innovatore e non fannullone. Oggi sono qui a chiederle di voler bene a queste giovani generazioni di ‘precari innovatori’ perché crediamo che per innovare e rinnovare la PA in Italia, sia necessario utilizzare un modello Puglia. Un patto tra innovatori vecchi e nuovi. E’ per questo che sono qui a chiederLe, Ministro, se è possibile parlare di innovazione quando nel Piano industriale per la P.A. la legge 133/2008 all’art. 49 prevede di fatto un blocco delle stabilizzazioni dei collaboratori e dei precari della PA.
